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Storia Navale

STORIA NAVALE

Alla storia navale è sempre stata dedicata un’ampia sezione degli studi storici come testimonia l’home page dell’ISTIAEN, che si apre con l’illustrazione di una trireme ateniese, la protagonista della battaglia di Salamina.
Le linee di sviluppo che avevano caratterizzato le potenze navali dell’antichità, dai fenici ai greci, vengono ripercorse nel corso del Medio Evo: ne è testimonianza dapprima la storia dell’impero bizantino e poi quella delle Repubbliche Marinare italiane. La continuità con il mondo classico riguarda anche la permanenza del teatro d’azione perché, con l’eccezione dell’espansione araba, la storia navale medioevale si sviluppa in gran parte in area mediterranea.
Per quanto riguarda le fonti documentarie e iconografiche, quelle dell’alto Medio Evo sono piuttosto limitate, mentre a
partire dall’Undicesimo secolo le fonti archivistiche degli stati marittimi mediterranei assumono un’importanza crescente, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
E’ dall’ultimo decennio del Quattrocento che i paesi della costa atlantica dell’Europa diventano soggetti veramente attivi sul mare: la loro piena parecipazione alla storia navale è una conferma della forma geografica dell’ Europa, che è una penisola. Da parte sua, l’area mediterranea mantiene a lungo una notevole rilevanza nei traffici marittimi.
A partire dal Cinquecento, lo sviluppo economico, sociale e politico dell’Europa si lega sempre più all’evoluzione della sua presenza sul mare. E’ un processo storico tumultuoso, frutto di una complessa simbiosi che si esprime in un un legame articolato ed organico dove interagiscono e si potenziano reciprocamente l’epansione commerciale,l’esplorazione di nuovi territori e la proiezione “globale” delle forze navali.
Dal punto di vista delle fonti, i secoli dell’espansione marittima europea vedono la moltiplicazione di soggetti che raccolgono e sistematizzano il materiale documentario, mentre il patrimonio artistico si arricchisce di un gran numero di opere che riproducono temi navali. Tra queste non può mancare una committenza statale, che si esplica anche in cicli di opere monumentali, come i “Porti di Francia” di Vernet o le “Vedute del Regno di Napoli” di Hackert.
D’altra parte, il tradizionale conservatorismo dei costruttori navali e la loro resistenza all’applicazione di metodologie scientifiche fa sì che solo a partire dal Settecento gli ammiragliati giungano a documentare ed a conservare in modo sistematico il disegno e le forme degli scafi.
Il momento di cesura della straordinaria espansione navaledell’Europa si presenta alla fine del XIX° secolo, quando nell’arco di pochi anni si esaurisce la fase di conquista e di esplorazione del globo, mentre nuove potenze navali extraeuropee irrompono sulla scena, ponendo fine ad una supremazia navale durata quattro secoli. Non è un caso che in questa fase maturi un’elaborazione teorica compiuta sull’evoluzione del potere navale: “The Influence of Sea Power upon History,1660-1783” di A.T.Mahan.

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