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I corsi di Cattolica. Un’esperienza decennale.

IL CORSO DI ARCHELOGIA E STORIA NAVALE
Cattolica 1995-2006

organizzato in collaborazione con il Centro Culturale Polivalente e Museo della Regina del Comune di Cattolica (Rimini) e dall'Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale (ISTIAEN)

 
 
La storia
 
Il Corso di Archeologia e Storia Navale nasce nel 1993 da un progetto di Stefano Medas, membro del neonato ISTIAEN, progetto accolto con entusiasmo, nel dicembre dello stesso anno, dall’allora direttore del Centro Culturale Polivalente, dott. Marcello Di Bella. La vera e propria fase operativa inizia nel 1994 con la costituzione del gruppo di lavoro che, sempre in un clima di fattiva collaborazione, ha fatto capo dal 1995 al responsabile del Museo, Maria Luisa Stoppioni. Al nucleo fondante costituito dagli stessi Di Bella, Stoppioni e Medas, e successivamente dal nuovo direttore del Centro Culturale Polivalente dott. Francesco Rinaldini, si sono aggiunti fin dalle prime fasi altri due soci ISTIAEN, il dott. Luigi Fozzati (anche in veste di funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto – direttore del nucleo NAUSICAA) e il dott. Marco D’Agostino; l'intero staff del Centro Culturale Polivalente ha poi contribuito in maniera decisiva, sia dal punto di vista amministrativo, sia per tutti gli aspetti tecnici; fondamentale e costante è stato negli anni il contributo di Renzo Nardin, cui si deve la registrazione completa delle lezioni di ciascuna edizione del Corso. Congiuntamente alla consolidata attività svolta presso il Centro Culturale Polivalente, l’inaugurazione del Museo della Regina di Cattolica nell’aprile del 2000, frutto dell’impegno dell’Amministrazione Comunale e dell’instancabile lavoro di Maria Luisa Stoppioni, ha offerto ulteriori potenzialità di sviluppo del Corso, sia sul piano scientifico sia su quello didattico e quello logistico. 
 
Sono state realizzate dodici edizioni, dal 1995 al 2006, tutte con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, delle Soprintendenze per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, delle Marche, del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e dell’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna. L’attività è stata finanziata dal Comune di Cattolica, dalle quote di iscrizione dei partecipanti e dagli sponsor che, in forme diverse, hanno partecipato alla sua realizzazione: Agip e Fondazione Cetacea (solo per il 1995), Romagna Acque s.p.a., Franchini Yachts, Philosophy di Alberta Ferretti e Archeologia Viva, a cui si è aggiunta la Ferretti Group per l’edizione 1999 (in qualità di sostenitore ufficiale della giornata di studi “I relitti insabbiati”, nel 2001 quale sponsor unico della tavola rotonda dedicata alle più moderne imbarcazioni a vela, e ancora nel 2005). 
 
Fondamentale per la fase pratica del corso è stata la collaborazione dei circoli nautici, delle associazioni e dei numerosi armatori privati che hanno messo a disposizione le imbarcazioni e gli equipaggi con cui si sono svolte le prove di navigazione (infra). Dopo la chiusura dall’edizione del 2006, il Corso è stato interrotto.
 
 
La filosofia e i principi metodologici del Corso
 
Il principio di base su cui si è sviluppato il progetto del Corso è quello di approfondire le tematiche dell’archeologia e della storia navale attraverso l’analisi comparata con la marineria tradizionale, dunque con la documentazione etnografica e, soprattutto, con prove pratiche di navigazione a bordo di imbarcazioni tradizionali armate con vele al terzo (contemplando nella definizione “tradizionale” la marineria da lavoro, da pesca e da trasporto, rimasta attiva fino alla prima metà del Novecento).
 
È ben noto, del resto, come la marineria tradizionale conservi stratificati al suo interno dei caratteri “arcaici” che consentono di avvicinarsi, materialmente oltre che a livello documentario, ad un orizzonte tecnico e culturale che possiamo definire genericamente “antico”, cioè a contesti che, per i loro tratti essenziali e per il forte conservatorismo che caratterizza le culture nautiche, possono aiutarci ad approfondire i temi della documentazione storico-archeologica tra antichità, medioevo ed età moderna. Condotto attraverso un processo filologicamente corretto, teso a distinguere gli aspetti originari, essenziali, dagli apporti più recenti, si tratta di un approccio che assume le caratteristiche di una sperimentazione attiva.
 

Le modalità di svolgimento
 
I corsi si sono articolati in due fasi, per la durata di un’intera settimana dal lunedì al sabato, alla fine del mese di agosto: una fase teorica, al mattino, costituita da una serie di lezioni tenute dai principali specialisti italiani e stranieri in materia di archeologia e storia navale, oltre che da visite ai cantieri, ai musei e da altri appuntamenti di approfondimento; una fase pratica, nel pomeriggio, dedicata all’esperienza di navigazione con le barche tradizionali, alla verifica diretta dei principi fondanti dell’arte nautica, anche con l’impiego di repliche di strumenti nautici antichi, medievali e moderni (scandaglio, “pinace”, bussola solare, ballestriglia, quadrante, sestante, contanodi a barchetta). Le uscite in mare sono sempre state precedute da una lezione teorica di navigazione e sono state condotte da un gruppo stabile di istruttori esperti di navigazione al terzo (Riccardo “Dino” Brizzi, Ferruccio Cicchetti, Michele “Guido” Franchini, Nino Giunchi, Mario Gnoli, Alfonso Manzi, Michele Marini, Stefano Medas e Carlo Volpe) e da altri istruttori che hanno partecipato in modo non continuativo (Adriano Cucca, Nazareno Macini, Franco Montevecchi, Fausto Passamonti, Francesco Spirito, Giuseppe Zannini). 
 
La fase pratica del Corso è stata realizzata con l’impiego di imbarcazioni tradizionali armate con vele al terzo, organizzando una piccola flotta che nell’ultima settimana di agosto animava il porto e il mare di Cattolica. Le barche che hanno inaugurato l’attività, partecipando poi a tutte le edizioni, sono state il lancione a due alberi del 1928 “Saviolina”, messo a disposizione dal Comune di Riccione e dal Club Nautico di Riccione, il lancione a due alberi “Tre Fratelli”, del 1966, reso disponibile dal Comune di Cervia e dal Circolo Nautico di Cervia, la lancia “Assunta”, del 1925, proprietà di Pierpaolo e Michele Marini. Nel corso degli anni, a queste si sono aggiunte numerose altre barche provenienti dai porti romagnoli e marchigiani, fino a creare flottiglie composte da una decina di imbarcazioni tutte riconducibili, in quanto a costruzione, ad un periodo compreso tra gli inizi e la metà del Novecento. Nell’ambito delle sue attività nautiche, il Corso è inoltre diventato l’occasione per svolgere l’annuale regata di barche tradizionali organizzata dalle Mariegole delle Romagne, che mantiene ancora oggi proprio a Cattolica la tappa di fine stagione. 
 
Gli appuntamenti di approfondimento hanno previsto visite al cantiere nautico Manzi di Cattolica, dove i maestri d’ascia Alfonso Manzi e Michele Franchini, insieme al Prof. Riccardo Brizzi, hanno illustrato le tecniche tradizionali della costruzione in legno. Si sono inoltre condotte visite di approfondimento tematico, tra cui ricordiamo quelle al Museo della Marineria di Cesenatico e al Planetario di Ravenna. Con la partecipazione di importanti studiosi del settore, si sono tenute giornate di studi e tavole rotonde, tra cui meritano di essere ricordate quella dell’edizione 1999, intitolata “I relitti insabbiati” e dedicata alle straordinarie scoperte archeologico-navali del Parco di Teodorico a Ravenna e di Pisa-San Rossore, e quella del 2001 intitolata “Barche a vela. Tradizione e tecnologia a confronto: l'evoluzione recente delle barche a vela e della navigazione”. 
 
In occasione dei Corsi, inoltre, sono state organizzate mostre tematiche, come quella intitolata “Immagini sott'acqua: il rilievo archeologico subacqueo” (1999, a cura di Alessandro Capra) e quella dedicata alle vele tradizionali, “Vele al terzo” (2005, a cura di Giuseppe Fuggiano e Angela Ferri).
 

Temi e argomenti
 
Relativamente alla parte teorica, ciascuna edizione del Corso è stata dedicata ad un argomento monografico, con la partecipazione di docenti italiani e stranieri identificati tra i più importanti specialisti dei diversi settori di studio. La finalità è stata quella di fornire, nel corso delle dodici edizioni, una panoramica quanto più esaustiva possibile dei principali temi storici, archeologici ed etnologici legati al mondo delle costruzioni navali e della navigazione. 
  • 1995: “Archeologia e storia navale”
  • 1996: “La navigazione”
  • 1997: “I relitti: dalla preistoria all’età classica”
  • 1998: “Archeonautica medievale nel Mediterraneo”
  • 1999: “Il legno, il mare, la memoria. Navi e marineria tra la fine del medioevo e il XIX secolo”
  • 2000: “Dalla vela al vapore. Origini e sviluppo delle navi a motore e degli scafi di ferro tra il XIX e la prima metà del XX secolo”
  • 2001: “I naufragi. Storia, archeologia, letteratura”
  • 2002: “Pirati, corsari, filibustieri”
  • 2003: “I cantieri navali nella tradizione regionale italiana”
  • 2004: “Antico Mediterraneo: esplorazioni, rotte, traffici”
  • 2005: “I porti antichi in Italia: archeologia, storia, architettura”
  • 2006: “Archeologia dei porti e delle coste”
 
I docenti
 
Dal 1995 al 2006 il Corso ha visto la partecipazione di numerosi docenti, affermati studiosi provenienti da numerose università italiane e straniere, da soprintendenze archeologiche, da istituzioni di ricerca e, naturalmente, dall’ISTIAEN. 
 
Elenco dei docenti intervenuti:
Sergio Anselmi, Enrico Acquaro, Rita Auriemma, Beatrice Basile, Sergio Bellabarba, Carlo Beltrame, Fede Berti, Marco Biscione, Mauro Bondioli, Marco Bonino, Matteo Bonino, Salvatore Bono, Wilma Borghesi, Josko Bozanic, Lorenzo Braccesi, Riccardo Brizzi, Andrea Camilli, Giovanni Caniato, Massimo Capulli, Paolo Caputo, Claudia Cardinali, Gabriele Cavezzi, Giulio Ciampoltrini, Furio Ciciliot, Marco Cobau, Ennio Concina, Marco D'Agostino, Piero Dell'Amico, Giuliano De Marinis, Maria Lucia De Nicolò, Miran Eric, Despina Evgenidou, Nicola Fadini, Benito Farabollini, Enrico Felici, Claudio Ferone, Corrado Ferulli, Luigi Fozzati, Michele Franchini, Piero Gianfrotta, Baldassarre Giardina, Dominique Gorlitz, Michel Gras, Giulio Guazzini, Victor Guerrero Ayuso, Pietro Janni, Mario Luni, Macrina Marilena Maffei, Stefano Magnani, Maria Grazia Maioli, Daniele Manacorda, Valerio Massimo Manfredi, Daniele Maras, Massimo Maresca, Giampietro Martino, Mario Marzari, Franca Maselli Scotti, Stefano Medas, Piera Melli, Claudio Mocheggiani Carpano, Jaime Molina Vidal, Lucia Monaco, Gabriella Mondardini Morelli, Francesco Nicosia, Jacopo Ortalli, Cosimo Pagliara, Francisca Pallares, Stella Patitucci, Stefano Petrelli, Roberto Petriaggi, Sergio Piconi, Ugo Pizzarello, Maria Cecilia Profumo, Irena Radic, Achille Rastelli, Ninni Ravazza, Paola Rendini, Edoardo Riccardi, Luis Ruiz Cabrero, Donatella Salvi, Monica Salvini, Pasquale Semeraro, Valerio Staccioli, Matilde Stefanini, Maria Luisa Stoppioni, Marco Tangheroni, Alberto Tenenti, Stefano Tramonti, Giovanni Uggeri, Paolo Valenti, Giuliano Volpe, Raimondo Zucca. 
 
Il Premio per l’Archeologia e la Storia Navale intitolato all’Ing. Guido Ucelli di Nemi
 
All'interno del Corso, a partire dal 1997, è stato istituito il Premio per l'Archeologia e la storia navale Città di Cattolica – ISTIAEN – Archeologia Viva “Guido Ucelli di Nemi”, intitolato al celebre ingegnere che a cavallo tra gli anni Venti e Trenta del Novecento recuperò i celeberrimi relitti romani del lago di Nemi. Il premio è stato conferito a personalità distintesi per l'attività di ricerca e di studio, per l'attività subacquea finalizzata alla tutela dei beni sommersi e per il giornalismo di mare: quando il Corso è stato interrotto il Premio, cui presenziava costantemente l'ing. Umberto Ucelli di Nemi, figlio di Guido, era giunto alla decima edizione.
 
Sono stati premiati: Bruno Ballerin, Marco Bonino, Aldo Fraccaroli, Domenico Lini, Stefano Mariottini, Mario Marzari (in memoria), Piero Pruneti, Achille Rastelli, Luigi Robusto, Marco Tangheroni, Giuliano Volpe, la Rivista Marittima edita dalla Marina Militare Italiana, la rivista specializzata Sub, l’equipaggio del motopeschereccio “Capitan Ciccio” e i Fratelli Archetti del Cantiere Nautico Montisola - Brescia.
 
 
La tutela del naviglio tradizionale navigante
 
L’intensa attività del Corso ha rappresentato non solo uno straordinario laboratorio per lo studio della marineria e della nautica attraverso il tempo, ma anche l’occasione per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale della marineria tradizionale, a cominciare proprio dalle barche. Sulla spinta di questo rinnovato interesse, infatti, grazie alla collaborazione tra l’allora Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, l’Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale e il Centro Culturale Polivalente del Comune di Cattolica si è giunti in Italia ai primi due decreti di tutela emessi dallo stesso Ministero per delle imbarcazioni storiche naviganti, ai sensi degli articoli 1 e 3 della legge n. 1089 dell’1/6/1939. A ricevere questo importante riconoscimento sono state la lancia “Assunta” nel 1997 e il lancione “Saviolina” nel 1998; entrambe le barche sono state decretate “monumento di importanza nazionale per il suo valore artistico e storico”.
 
 
 
 

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