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L’ISTIAEN

L’Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale (ISTIAEN)

L’Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale (in forma abbreviata ISTIAEN) è stato costituito a Venezia il 14 dicembre 1993, con atto notarile sottoscritto da sette soci fondatori.

Ebbe quale primo presidente Alvise Chiggiato, quindi Mario Marzari fino alla sua prematura scomparsa nel novembre del 2000. Indi l'archeologo Marco D'Agostino. Il Consiglio Direttivo, composto da sette membri, viene eletto dall’Assemblea dei soci con mandato biennale e quello attualmente in carica è presieduto dall’archeologo navale Stefano Medas.

L’ISTIAEN, cui aderiscono i più importanti studiosi, ricercatori e cultori di marineria storica provenienti da tutte le regioni italiane, è un’associazione apolitica e senza scopo di lucro costituita “al fine di formulare proposte, assumere iniziative e promuovere a tutti i livelli in Italia e all’estero la conoscenza, diffusione e valorizzazione della cultura navale” (art. 3 dello Statuto).

Contribuisce in particolare – anche d’intesa e in cooperazione con gli organi centrali e periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con Enti locali, università, musei e altre realtà associative, alla definizione dei criteri di gestione dei beni culturali navali, alla promozione di ricerche, pubblicazioni e convegni inerenti agli stessi, alla formazione di studiosi e figure professionali specializzate nel settore e “nella progettazione, organizzazione e gestione di attività mussali ed espositive”.

Fra i periodici appuntamenti di rilevanza nazionale va senz’altro segnalato l’annuale Corso teorico-pratico di archeologia e storia navale, organizzato a partire dal 1995 a Cattolica in cooperazione con il locale Centro Culturale Polivalente e con le Soprintendenze per i Beni Archeologici del Veneto e dell’Emilia Romagna, nonché il premio internazionale per l’archeologia e la storia navale “Guido Ucelli di Nemi” ad esso idealmente collegato, istituito d’intesa con il Comune di Cattolica e la rivista Archeologia Viva.

Per impulso dell’Istituto fin dai secondi anni Novanta sono stati perfezionati, per la prima volta in Italia, alcuni decreti di tutela e vincolo quali "beni culturali nazionali" di imbarcazioni di particolare interesse storico: in area romagnola nel 1997 per la lancia “Assunta” e l’anno successivo per il lancione a due alberi del primo Novecento “Saviolina”, portati a compimento dal Club Nautico di Riccione con il sostegno della locale amministrazione comunale e notificati dal Ministero per i beni e le attività culturali ai sensi della Legge 1089 del 1939, allora vigente, così come in area ligure per il leudo “Dominica Nina” del 1922.

In tempi più recenti, grazie all’intervento delle competenti Soprintendenze, sono stati oggetto di procedura di notifica una grande comacina ferrarese, filologicamente restaurata nel 2006, e il più antico trabaccolo ancora esistente: il “Marin Faliero”, varato nel 1898 e ora in corso di recupero nei pressi di Venezia per interessamento del Comune e della Provincia di Rimini.

Da ricordare anche i convegni e le conferenze internazionali “Evoluzione della marineria tradizionale in Adriatico dal XVIII secolo a oggi” (1994) e “Navi di legno. Evoluzione tecnica e sviluppo della cantieristica nel Mediterraneo dal XVI secolo a oggi” (1997), che ebbero quale instancabile coordinatore il compianto Mario Marzari, anima organizzativa dell’ISTIAEN fino alla sua morte improvvisa nel novembre del 2000, che precedette di poche settimane l’inaugurazione del IX “International Symposium on boat and ship archaeology”, a lui dedicato, organizzato in Venezia dall’Università di Ca’ Foscari con l’attiva compartecipazione dell’Istituto.

Sempre a Venezia sono stati organizzati in più riprese, d’intesa con la Marina Militare, alcuni partecipati cicli di conferenze che hanno costituito l’intelaiatura tematica e metodologica dei primi tre volumi della rivista Navis, editi tra il 1999 e il 2006.


 

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